La transizione verso il futuro comporta cambiamenti, sia quelli dovuti all’innovazione che a una nuova gestione operativa. Il change management si occupa proprio di questo: fornisce gli strumenti e i processi per riconoscere e comprendere il cambiamento. Perché saperlo gestire significa governare la trasformazione, senza esserne travolti.

 

Cosa fare per gestire il cambiamento

 

A manovrare il change management è la transizione digitale, ma anche e soprattutto una nuova necessità di apertura al cambiamento. Qualsiasi azienda, a qualsiasi livello, deve saper governare e gestire l’impatto umano di una transizione. Ovvero saper realizzare, accompagnare e supportare il cambiamento.

Il change management può essere inteso come uno strumento per prevedere e gestire le reazioni degli individui. Ma anche, al contrario, per aiutare le persone ad affrontare e canalizzare i cambiamenti.

 

Qui di seguito ti spieghiamo cosa fare per gestire al meglio i cambiamenti nelle organizzazioni.

 

#1 Change management: persone e emozioni

 

Cambiare può sembrare difficile, a volte impossibile. Altre volte necessario e costruttivo. Alcune persone affrontano il cambiamento con entusiasmo, altre con paura. Tutti però mettiamo in gioco le nostre emozioni.

Per affrontare un cambiamento bisogna aiutare le persone a comprendere le proprie reazioni, prepararle emozionalmente a sviluppare una nuova intelligenza emotiva.

Solo così il cambiamento verrà compreso e accettato. Ed è a questo punto che diventa fondamentale il change management.

 

#2 Una nuova definizione degli scenari lavorativi

 

Perché ci sia una gestione del cambiamento efficace è necessario che gli scenari lavorativi siano coerenti. Questo significa dimostrare flessibilità all’interno dell’azienda, anche in termini di contratti e benefit con un’attenzione sempre più marcata ai bisogni delle persone.

Il 2020 ci ha messo di fronte un cambiamento epocale che probabilmente ci accompagnerà per il resto della nostra vita. Bisogna però essere in grado di sostenere iI cambiamento, altrimenti il rischio è quello di creare meccanismi che anziché essere virtuosi diventino viziosi.

 

#3 Partecipazione e inclusione al cambiamento

 

Nell’ottica del change management diventa fondamentale saper includere le persone. Inclusione e partecipazione sono due chiavi per governare il cambiamento.

Attuare un processo bottom-up attraverso il quale raccogliere le idee delle persone può essere la strada giusta: saper includere le persone significa aiutarle a essere parte attiva del cambiamento, aumentandone la motivazione. La partecipazione inoltre attiva uno scambio di idee spesso costruttivo e capace di generare valore aggiunto.

 

#4 Change management: informazione trasparente

 

Il cambiamento è inevitabile. Governarlo significa comprendere ciò che sta accadendo, fornendo alle persone gli elementi utili per capire quello che sta avvenendo intorno. Per questo imparare a informare nel modo giusto e in maniera e trasparente i propri collaboratori dei cambiamenti in atto, è di fondamentale importanza per un buon change management .

 

#5 Cambiare con onestà

 

Non tutti i cambiamenti possono essere previsti nei minimi dettagli. A volte si intraprendono cambiamenti che possono rivelarsi fallimentari. Per questo è fondamentale saper cambiare il cambiamento, ovvero saper ammettere di aver sbagliato e avere la forza e l’onestà di chiedere aiuto. Gestire al meglio il cambiamento significa anche saper fare squadra.

 

l futuro del change management

 

Gestire il cambiamento significa porsi delle domande: dove siamo? dove vogliamo arrivare? come vogliamo arrivarci?

Nessun cambiamento può prescindere dalle persone. Per questo è fondamentale creare un ambiente di lavoro che valorizzi ogni persona che compone l’organizzazione, permettendo a tutti di esprimersi al meglio delle sue potenzialità.

 

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