Abbiamo già parlato dei piaceri e dispiaceri della delega. Dopo aver delegato però, bisogna valutare e monitorare. E ve lo siete sicuramente già chiesti: è meglio valutare un collaboratore alla fine o monitorare durante l’attività?

La risposta è scontata, non credi?

Ma per essere sicuro che quello a cui stai pensando sia giusto, dovresti conoscere bene la differenza fra valutare e monitorare. Per questo qui ti spieghiamo cosa sono il monitoraggio (follow through) e la valutazione (follow up) e a cosa ti servono.

 

Partiamo dalle basi.

 

Cos’è il follow up (la valutazione)

 

Il follow-up nel performance management è quel processo con cui il manager valuta l’adeguatezza, l’efficacia e la tempestività del modo di lavorare del collaboratore. Tenendo sempre in considerazione il target assegnato, l’impegno e/o la risposta alle raccomandazioni fatte dal manager durante un precedente feedback.

 

Cos’è il follow through (il monitoraggio)

 

Il follow through è una costante supervisione delle attività che portano alla realizzazione degli obiettivi assegnati al collaboratore. E lo sappiamo tutti, è meglio monitorare il lavoro per agire tempestivamente su errori eventuali e perdite di tempo.

 

Le differenze fra follow through e follow up

 

Ok. Adesso sai cosa vogliono dire questi due termini. Ma in cosa si differenziano concretamente? Quando usare l’uno e quando l’altro?

 

A cosa serve il follow through

 

Il monitoraggio ha una finalità informativa. Serve a raccogliere informazioni e a verificare lo stato di realizzazione di un progetto o di una mansione. Individua quali attività sono state svolte e come il loro avanzamento rispecchi gli obiettivi predefiniti.

A differenza della valutazione ha una funzione conoscitiva e risponde alla domanda: “stiamo facendo le cose come avevamo progettato di farle?”.

 

Obiettivi del follow up

 

La valutazione è invece uno strumento che serve per migliorare la programmazione, l’identificazione e la formulazione dell’attività, del

progetto e/o dell’obiettivo. Aiuta ad indirizzare le decisioni del manager. Come?

Fornisce un giudizio complessivo sul valore di un intervento, di un progetto o di una decisione, e si basa su alcuni criteri standard prestabiliti.

 

Quando usare cosa?

 

Il monitoraggio è un esame continuo e sistematico delle attività svolte. Viene portato avanti periodicamente, durante lo svolgimento del progetto/lavoro assegnato. Il monitoraggio deve avvenire ad intervalli temporali programmati, e quindi con un’attività di rilevazione ed elaborazione continua.

 

La valutazione invece è un evento puntuale, realizzato in un momento ben preciso e definito della vita del progetto. La valutazione in itinere viene fatta una tantum, soltanto ad una certa data, programmata anticipatamente o decisa a lavori in corso. E quindi non presuppone un’attività continua.

 

Cosa sono i processi di monitoraggio e valutazione?

 

Insomma, con questi due processi riesci a capire se i collaboratori a cui hai demandato stiano avanzando verso gli obiettivi assegnati. Ma anche come i progetti si stiano realizzando, se le tappe intermedie sono rispettate. E se ci sono cambiamenti o miglioramenti da fare.

In concreto con “monitoraggio” e “valutazione” si intende le tecniche di rilevazione di informazioni. Ma anche i processi attraverso cui le informazioni sono rese disponibili e analizzate.

 

Per essere chiari:

 

  • il monitoraggio (follow through) è il sistema informativo che fornisce dati sullo stato di avanzamento di progetti e obiettivi assegnati

 

  • la valutazione in itinere (follow up) utilizza le informazioni prese dal monitoraggio, e da altre eventuali rilevazioni, per individuare miglioramenti o cambiamenti da fare. Serve anche per coordinare le attività del collaboratore impegnato nella realizzazione degli obiettivi e dei progetti

 

  • la valutazione ex post (follow up) è utile per esprimere giudizi complessivi sull’efficacia delle azioni intraprese per raggiungere un obiettivo. Questa valutazione usa soprattutto le informazioni prese da indagini progettate ad hoc.

 

Insomma, bisogna saper usare l’una e l’altra al momento giusto e nel modo giusto. Se vuoi saperne di più sul mondo della valutazione e del monitoraggio leggi qui.

 

 

 

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