È una domanda che ti gira spesso in testa: come faccio a far accettare i cambiamenti ai miei collaboratori?

Abbiamo già parlato di quanto sia difficile introdurre trasformazioni in azienda. Ma quello che dovresti sapere è che esiste un modo per farlo, senza perdere tempo e risorse inutilmente.

Ma per raggiungere questo obiettivo dovresti conoscere tutto, proprio tutto del nuovo change management.

Partiamo dall’inizio.

 

Cos’è il nuovo change management

 

Senza girarci troppo intorno, possiamo dire che il change management fornisce gli strumenti e i processi per riconoscere e comprendere il cambiamento. Perché saperlo gestire significa governare la trasformazione, senza esserne travolti.

E il viaggio verso il futuro del performance management comporta molti cambiamenti: quelli dovuti all’innovazione e quelli dovuti a una nuova gestione operativa.

Si occupa insomma della gestione del cambiamento. Il Change Management tiene in considerazione le ripercussioni che un cambiamento strategico ha sulle persone e sull’organizzazione.

Sono molte le aziende o i grandi marchi che non hanno saputo cogliere il cambiamento e ne sono rimaste travolte. Pensa, per esempio, al colosso dell’intrattenimento, Blockbuster, che pochi anni prima del fallimento era il numero uno del suo settore.

 

Digital Transformation e Cambiamento

 

Quali sono gli obiettivi di cambiamento oggi? In particolare, a trainare il cambiamento è la spinta data dalla trasformazione digitale in atto che questi ultimi due anni hanno incredibilmente accelerato.

In questo scenario, il cambiamento è qualcosa di mutevole e chi se ne occupa all’interno delle aziende deve essere in grado di cambiare continuamente.

Ma non puoi farlo senza seguire un modello preciso. Di modelli ne esistono molti, qui ne prendiamo in considerazione uno.

Un modello per il Change Management

 

Come puoi fare, in concreto, per introdurre il cambiamento in azienda?

Seguiamo le otto fasi stilate dal Dr. John Kotter, professore emerito di Leadership alla Harvard Business School e autore di due interessanti libri sull’argomento: “Leading Change” (1996) e “The Heart of Change” (2002).

 

Kotter descrive un modello in otto fasi del cambiamento. Obiettivo: sostenere i manager a guidare le trasformazioni e a capire come le persone possano accettare, mantenere e impegnarsi in un cambiamento organizzativo.

 

Otto passi per guidare il cambiamento

 

Ecco quindi gli otto passi che, secondo il modello di Kotter, dovresti tenere presente quando vuoi portare un cambiamento in azienda (e fare in modo che sia ben accettato):

 

  1. Creare un senso di urgenza

È importante far capire agli stakeholder cosa sta succedendo e quali sono le necessità dell’azienda. Per farlo devi essere trasparente e deciso e creare un bisogno, una necessità aziendale non rimandabile.

 

  1. Costruire il team che guiderà il cambiamento

 

Una cosa importante è scegliere bene i collaboratori che si occuperanno di supportare questo processo, e che creino un’alleanza.

 

  1. Creare una visione strategica chiara

 

Per rendere i collaboratori motivati ad abbracciare il cambiamento è importante che tu condivida il percorso che verrà intrapreso dall’azienda per arrivare alla trasformazione. Il consiglio è quello di dare più dettagli possibili.

Kotter la chiama “cartolina dalla destinazione”: un modo per trasmettere la differenza rispetto alla situazione attuale.

 

  1. Comunicare la visione del cambiamento

 

Comunicare la visione vuol dire che dovrai rendere visibile la visione del cambiamento attraverso le azioni. Sarà proprio il team precedentemente formato a dare l’esempio. In questo saranno i collaboratori stessi ad allinearsi alle novità.

 

  1. Rimuovere gli ostacoli e le barriere al cambiamento

 

Ci sarà sempre qualcuno che non riesce a lasciarsi andare al cambiamento e che è in difficoltà. Oppure possono esserci problemi derivanti da processi interni o dagli strumenti usati. Devi analizzare ogni ostacolo e cercare di adattarlo al cambiamento.

 

  1. Generare delle vittorie a breve termine, intermedie

 

Quello che serve durante questo processo di guida al cambiamento è la motivazione. E per tenerla alta è utile creare piccoli, brevi e semplici obiettivi, utilizzando gli strumenti che hai a disposizione. È il modo migliore per formare i collaboratori al cambiamento, e tenere alta la motivazione.

 

  1. Sostenere l’accelerazione del cambiamento continuando con il piano di attuazione

 

Il processo di cambiamento è lungo, e per questo servono delle vittorie intermedie. Ma è necessario continuare ad analizzare cosa non funziona e cosa è possibile migliorare.

 

  1. Integrare il cambiamento nella cultura aziendale

 

Una volta raggiunto l’obiettivo devi continuare ad osservare e analizzare. Perché potrebbe esserci qualcuno o qualche processo che non si è integrato al meglio con il cambiamento proposto.

 

Il futuro del nuovo change management

 

Alla fine, gestire il cambiamento vuol dire farsi delle domande: dove siamo? dove vogliamo arrivare? come vogliamo arrivarci?

Ma nessun cambiamento può prescindere dalle persone. Per questo è fondamentale creare un ambiente di lavoro che valorizzi ogni persona che compone l’organizzazione, permettendo a tutti di esprimersi al meglio delle proprie potenzialità.

Per fare questo servono percorsi di integrazione studiati e di inclusione, basati su una formazione continua e ben strutturata.

 

 

Se vuoi saperne di più leggi qui.

 

 

Leggi anche: Il Futuro del Performance Management

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