Dietro l’acronimo O.K.R. (Objectives and Key Results) si nasconde un metodo che ci permette di aumentare la performance e portare la nostra azienda al successo. Come? Legando ogni azione ad uno specifico obiettivo, rendendolo così coerente, misurabile e condiviso.

Applicato con successo in molte big company come Spotify, Facebook, Uber, Airbnb, il metodo OKR è stato ideato dal CEO di Intel Andy Grove e importato da Google dal venture capitalist John Doerr nel 1999.

Grazie agli OKR è possibile monitorare in maniera aperta e trasparente obiettivi e risultati, sia a livello individuale, sia di team, sia aziendale. La chiave è saper associare due importanti concetti: raggiungere l’obiettivo e misurare la performance.

 

Perché gli OKR sono importanti

OKR è un metodo condiviso con lo scopo di allineare e orientare tutti nella stessa direzione e allo stesso ritmo di lavoro. Per capirne l’importanza basta soffermarci sulle principali difficoltà che troviamo nel lavoro di tutti i giorni:

 

  1. Difficoltà nella messa a fuoco: abbiamo così tante cose da fare che è molto facile scordarci perché stiamo facendo quelle cose;
  2. Difficoltà di chiarezza: molto probabilmente quello che facciamo è lavorare ad obiettivi “parziali” dimenticandoci invece l’obiettivo comune.
  3. Difficoltà di coerenza: dobbiamo sempre domandarci se le azioni che compiamo sono coerenti con gli obiettivi. La performance altrimenti non migliorerà.
  4. Difficoltà di misurazione: non riuscire a misurare l’impatto dei nostri obiettivi causa errori, incoerenza e perdita di controllo.

 

Le componenti degli OKR

Come suggerisce il nome, il metodo OKR si muove lungo due direttrici: obiettivi e risultati chiave. Il suo inventore, Andy Grove, presenta il metodo come la risposta a due semplici domande:

 

  • dove voglio arrivare? (obiettivi)
  • come posso saper se ci sto arrivando? (risultati chiave per misurare il progresso della performance)

A sua volta, per essere considerato tale, un’obiettivo prevede due fattori:

  1. Cosa devo raggiungere
  2. Il modo nel quale raggiungerlo

Questo ultimo punto ne include un altro ancora: la misurazione. Perché senza misurazione non si hanno obiettivi, ma solo desideri.

Mentre l’obiettivo è soggettivo e qualitativo, i risultati chiave sono quantitativi. Perché abbiamo bisogno di parametri chiari e definiti per misurare i progressi verso il raggiungimento dell’obiettivo.

 

I consigli

Prima di delineare gli OKR bisogna avere chiari quali sono la vision, la mission e i valori aziendali. Fatto questo si delinea un’obiettivo aziendale (magari declinandolo su un arco temporale ben definito). Solo in questo momento si può procedere oltre, seguendo questi passi:

 

  • Agganciare a quell’obiettivo 3/5 risultati-chiave: un numero maggiore potrebbe limitare l’efficacia.
  • I risultati-chiave devono essere facilmente misurabili e descrivere i risultati (non le attività fatte per raggiungerli)
  • Utilizzare parole chiare, evitando espressioni non orientate al risultato
  • Scegliere concetti che incorporano e trasmettono i traguardi da raggiungere

 

I benefici degli

I vantaggi degli OKR sono molteplici. Averli ben chiari in testa aiuta il raggiungimento degli obiettivi, della performance e il coinvolgimento attivo di tutti i membri del team. Eccoli in sintesi:

  1. Chiarezza: avere una mappa ben delineata ci aiuta nello svolgimento dei compiti
  2. Coerenza: allinea le azioni agli obiettivi
  3. Controllo: allinea i KPI alle nostre azioni e obiettivi
  4. Trasparenza: costruire OKR con il contributo dei membri del team allinea tutta l’azienda all’obiettivo

 

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